Pochi giorni fa erano libri messi al bando. Oggi sono un fondo speciale, custoditi con cura e contrassegnati da un timbro che è insieme una denuncia e una dichiarazione di principio. La Scuola Normale Superiore di Pisa ha deciso di rispondere alla stagione dei libri proibiti negli Stati Uniti con un gesto concreto e simbolico al tempo stesso: acquistare e rendere liberamente accessibile una selezione dei volumi che il Pentagono aveva ordinato di rimuovere dagli scaffali della Biblioteca Nimitz dell'Accademia Navale statunitense.
Sono 38 i titoli acquisiti dalla Normale, scelti dal comitato scientifico della Biblioteca tra i 381 rimossi nell'aprile del 2025 dalla Nimitz Library di Annapolis, nel Maryland. A decretarne la sparizione dagli scaffali era stato l'ufficio del segretario alla Difesa Pete Hegseth, nell'ambito di un più vasto programma del Dipartimento della Difesa teso a epurare dalle scuole e accademie militari americane ogni contenuto riconducibile ai valori di diversità, equità e inclusione — le cosiddette politiche DEI diventate bersaglio privilegiato della guerra alla "woke culture" dell'amministrazione Trump.
I volumi ora collocati nella sede fiorentina di Palazzo Vegni portano impressa sul frontespizio una scritta che non lascia spazio a equivoci: "Testo rimosso dalla Biblioteca Nimitz dell'Accademia navale USA. Biblioteca SNS per la libertà accademica e di espressione". Raccolti in un'apposita sezione battezzata "fondo Nimitz", sono accessibili a chiunque frequenti la biblioteca — allievi, ricercatori, docenti — in regime di scaffale aperto, senza filtri né restrizioni.






