Mustafa Suleyman, responsabile dell'AI di Microsoft, alcuni mesi fa, aveva fatto discutere con una serie di dichiarazioni. Il manager, infatti, aveva anticipato che nel giro di 12-18 mesi ci sarebbe stato un impatto significativo sui posti di lavoro dei cosiddetti "white-collar".

In sostanza, l'intelligenza artificiale, secondo Suleyman, avrebbe cancellato tanti posti di lavoro, con un focus in particolare sulle mansioni intellettuali o amministrative. A quanto pare, però, il manager ha cambiato idea e, dopo pochi mesi, vede l'intelligenza artificiale in un modo diverso.

L'IA come assistente

Con una sorprendente inversione di marcia, Mustafa Suleyman ha ora un nuovo punto di vista sull'intelligenza artificiale, evidenziando di essere stato mal interpretato in passato. Durante il podcast Decoder di The Verge, il manager ha definito l'IA come un assistente e non come uno strumento pensato per sostituire il lavoro delle persone. Molte mansioni di ufficio di minore importanza diventeranno "digitalizzate e automatizzate".

Di conseguenza, l'IA sostituirà i "compiti" e non i "lavori". Una distinzione importante che serve al manager di Microsoft per chiarire il suo punto di vista sul futuro dell'IA. Un'IA agentica potrà, quindi, affiancare ed assistere i lavoratori, facendosi carico dei compiti più ripetitivi e dispendiosi in termini di tempo.