«L’Italia non è la repubblica delle banane». Non le manda a dire il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’assemblea di Confcommercio che si è tenuta ieri all’auditorium della Conciliazione di Roma. «Qui si rispettano le regole: come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, e senza regole non ci sono imprese sane e non c’è crescita».
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Torna a traballare il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri mattina, gli Stati Uniti hanno effettuato alcuni attacchi contro l’Iran come ritorsione all’abbattimento di un elicottero statunitense da parte del regime khomeinista. I pasdaran, per reazione, hanno usato dei droni contro la Quinta flotta americana in Bahrein per poi lanciare missili ai danni delle basi di Washington presenti in Giordania e Kuwait.
I connazionali emigrati sborseranno 2.000 euro l’anno per potersi curare in un ospedale della penisola. Ci può stare dato che non versano qui le tasse. Però è ingiusto che i migranti siano assistiti per ogni cosa.
Gli italiani residenti in un Paese extra Ue dovranno pagare duemila euro l’anno nel caso decidano di tornare per farsi curare in un ospedale della penisola. Invece i clandestini che non dovrebbero soggiornare in Italia e andrebbero espulsi potranno continuare a beneficiare del Servizio sanitario nazionale gratuitamente. È uno dei paradossi dell’accoglienza, conseguenza di quell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, garantendo cure a spese dei contribuenti a chiunque sia ritenuto indigente.










