«Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole, come ricordava il presidente Sangalli non c'è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c'è crescita». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo intervento all'assemblea di Confcommercio, sottolineando le misure varate dal governo contro le attività "apri e chiudi".

E ancora. «Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio». «Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici» ha aggiunto. L'intervento della premier all'assemblea di Confcommercio Confcommercio è «una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e dinamici dell'economia della nostra nazione», ha aggiunto la premier sottolineando che «come ricordava il presidente Sangalli - ha aggiunto - siete una forza di popolo, che nasce dal basso».«Le vostre attività rappresentano quel tessuto che tiene vivo il nostro territorio, i nostri borghi, le nostre città dalle più piccole. Ogni serranda alzata è una luce, è un punto di riferimento, è una certezza ma è anche segno di energia, di saper fare, è presidio di sicurezza, di socialità, di comunità, è qualcosa che nessuna piattaforma online potrà mai sostituire», ha sostenuto la presidente del Consiglio.La riflessione su Confcommercio «Questa presenza capillare sul territorio rappresenta l'ossatura dell'economia di vicinato indispensabile per comporre quello che il sociologo americano Robert Putnam ha descritto come capitale sociale, un patrimonio intangibile ma allo stesso tempo estremamente concreto che le istituzioni a ogni livello non hanno semplicemente il dovere di proteggere ma hanno la responsabilità di difendere», ha continuato Meloni, sottolineando che «difendere il commercio di vicinato significa difendere molto di più che un settore economico, significa difendere relazioni, identità, qualità della vita per le nostre comunità anche per questo per ricordare l'attività del governo abbiamo per esempio istituito l'albo nazionale delle attività commerciali».La delocalizzazione Meloni ritiene che «sostenere le imprese del terziario di mercato significa in buona sostanza difendere noi stessi, custodire quello che ci identifica, che ci caratterizza, che racconta al mondo cosa significhi essere italiani e io ho apprezzato moltissimo l'espressione che ha usato il presidente Sangalli quando faceva riferimento al "Sense of Italy". Farò mia questa espressione perché credo che sintetizzi perfettamente quello che ruota attorno al nostro marchio e che il nostro marchio è capace di esprimere e quindi se vogliamo il senso stesso del successo dei nostri prodotti».«E quel senso è che i nostri prodotti raccontano, rappresentano, portano con loro molto più di quello che sono, portano con loro un'identità, uno stile di vita, un fascino, un patrimonio immateriale che solamente quello che è prodotto in Italia e da italiani può vantare, che nessun altro può replicare, che nessuna piattaforma può importare a basso costo, che non si può delocalizzare, esiste solo da noi, esiste solo con noi. È il senso del nostro successo», ha sottolineato Meloni. «E voi siete da sempre tra i più capaci animatori e innovatori di questa esperienza d'Italia che è sempre più desiderata nel mondo, che custodisce un potenziale dal mio punto di vista non totalmente espresso», ha aggiunto.