Essere ricchi va bene, ma provare da ricchi a fare i furbi a danno dei più poveri non è ammissibile. Il dibattito sull’autonomia differenziata rivendicata dalle Regioni del Nord si arricchisce di una “furbata” in fatto di sanità, scoperta dalla Svimez, che l’ha svelata nell’audizione in commissione Affari sociali della Camera sull’“Indagine conoscitiva sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni”.

Dalla quale è emerso che le Regioni del Nord sono vicine al 100% degli obiettivi dei Lea (la soglia minima è 60%), mentre le Regioni del Sud sono lontane dagli obiettivi minimi e dove si muore anche di più. Quindi, secondo la Svimez, dare alle Regioni del Nord ulteriori competenze comporterà per forza un aumento di spesa a carico dello Stato e aumenterà il differenziale con il sistema sanitario del Sud. Che, invece, avrebbe bisogno di più risorse per allinearsi agli ottimi standard settentrionali.

I dati Svimez descrivono “un Paese, due cure”. Lombardia e Piemonte sono al top quanto ai Livelli essenziali nella prevenzione (rispettivamente 95 e 93), nei distretti (76 e 90) e negli ospedali (86 e 87); la Sicilia è drammaticamente ultima con 48, 44 e 80.