«In un certo senso ce l’aspettavamo, perché ciò che sta accadendo a Palermo si è già registrato in altre città siciliane, anche se ad intensità diverse: c’è un ritorno alla “spettacolarità” del fenomeno estorsivo».Paolo Terranova, coordinatore regionale della Fai, la Federazione delle associazioni antiracket, qualche anno fa vittima di intimidazioni nella sua farmacia di Regalbuto, commenta così l’ondata di avvertimenti mafiosi subiti in città da commercianti e imprenditori, «probabilmente per input di personaggi che fanno leva sugli attentati per avere il controllo sul territorio, elemento che per le associazioni a delinquere è spesso più importante del ritorno economico».C’è il rischio che si apra una stagione di violenze fisiche contro chi si rifiuta di pagare?«Dalla fine degli anni ‘90, al di là di qualche rarissimo tentativo, non ci sono stati attentati contro la persona, anche perché il mafioso non vuol rischiare di finire al 41 bis per vendicarsi delle denunce. Ma non possiamo escludere il salto di qualità da parte di nuove leve fuori controllo, disposte a tutto per affermarsi».L'intervista completa sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale