Cosa nostra è tornata a bussare con prepotenza alle saracinesche. In quattro giorni sono stati tre gli episodi estorsivi che si sono registrati a Palermo, tutti messi a segno con il fuoco. Stanotte (27 maggio) l’ultimo: intorno a mezzanotte sono state appiccate le fiamme alle auto esposte nel nuovissimo showroom di Sicily by car di Carini inaugurato il 7 maggio. Venti i mezzi colpiti dal rogo, di cui dieci totalmente distrutti.Lo stesso destino subito dai quattro furgoncini dell’azienda di costruzioni La Serenissima di via Luigi Cosenz al Cep, colpita dal fuoco delle intimidazioni nella notte tra il 22 e il 23 maggio a poche dall’inizio delle commemorazioni della strage di Capaci. Quattro le vetture inghiottite dalle fiamme, che hanno anche annerito la facciata di un palazzo e fatto esplodere una finestra sotto cui erano parcheggiati i furgoncini.Lunedì 25 maggio invece è toccato a una agenzia immobiliare, la Tecnocasa, in via Don Orione. Qualcuno ha sparso della benzina sulla saracinesca e poi ha dato fuoco.Tre zone diverse della città (Tommaso Natale San Lorenzo; Resuttana; Cep), un segnale inequivocabile. La mafia, decapitata dalle continue operazioni messe a segno da carabinieri e polizia, ha perso ormai la sua organizzazione verticistica, come ha spiegato anche il procuratore capo Maurizio de Lucia.Ma non per questo non riesce più ad agire e a coordinarsi. Le inchieste degli ultimi due anni hanno svelato un nuovo modo dei boss di fare affari e aiutarsi tra loro. Si muovono in orizzontale, riallacciando vecchi rapporti e stringendone di nuovi come dimostra la videotelefonata criptata (ma ugualmente intercettata dai carabinieri) del febbraio del 2024 tra Nunzio Serio, reggente del mandamento di Tommaso Natale, Tommaso Lo Presti ('u pacchiuni) storico boss di Porta Nuova, Guglielmo Rubino, reggente del mandamento di Santa Maria di Gesù, Cristian Cinà, della famiglia di Borgo Vecchio, e Giuseppe Auteri, ai vertici del mandamento di Porta Nuova. Fra loro stavano facendo cartello per la droga.Anche le recenti estorsioni a Brancaccio, portate avanti con gli incendi che hanno colpito un parcheggio e una escavatrice di una ditta impegnata in lavori per il Comune, allungano la lista di imprenditori colpiti e allargano lo scacchiere di un pizzo che torna a essere preteso con spavalderia e prove muscolari.
Palermo, la mafia rialza la testa col fuoco: tre attentati in quattro giorni
Cosa nostra è tornata a bussare con prepotenza alle saracinesche. In quattro giorni sono stati tre gli episodi estorsivi che si sono registrati a Palermo, tutti...











