L'escalation di violenza e intimidazioni che sta colpendo Palermo e la sua area metropolitana è stata al centro di un incontro tra il prefetto Massimo Mariani e una delegazione di Italia Viva-Casa Riformista. Al termine del confronto, il vicepresidente del partito, Davide Faraone, ha espresso forte preoccupazione per la situazione in cui versa la città, chiedendo un cambio di rotta radicale nelle strategie di contrasto alla criminalità.

«La sicurezza non si garantisce con i provvedimenti spot del governo Meloni o scaricando i problemi su commercianti e cittadini ma con più forze dell'ordine, più controlli e una presenza costante dello Stato nei quartieri e nelle aree più difficili della città», ha dichiarato Faraone, che si è presentato in Prefettura accompagnato dai rappresentanti di partito Giandomenico Lo Pizzo, Roberto Corsello e Vincenzo Liarda. Durante il colloquio, gli esponenti politici hanno anche segnalato un fatto specifico: il recente danneggiamento di alcune delle nuove telecamere di videosorveglianza installate nel quartiere Zen.

Secondo il vicepresidente di Italia Viva, le misure adottate finora non si stanno rivelando adeguate a fronteggiare l'emergenza criminalità. «Non bastano ordinanze o limitazioni agli orari delle attività commerciali se poi mancano pattuglie, posti di controllo e presidi stabili nelle aree più sensibili della città», ha incalzato Faraone, lanciando un duro monito sulle carenze di organico e vigilanza: «Le cosiddette zone rosse risultano, spesso, prive della presenza dello Stato».