Nella malinconia, stasera il via con Messico-Sudafrica mentre infuria il braccio di ferro tra Abodi e Malagò sul nodo eleggibilità Figc

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Bisogna ammetterlo con brutale franchezza: l'inizio del mondiale 2026 e non solo l'inizio, procurerà più di una dannata malinconia in chi ama il calcio. Una dannata malinconia perché al posto nostro, dinanzi al Canada padrone di casa, debutterà domani la Bosnia che non è sinceramente il Brasile e ci ha eliminato in una serata che ha segnato una ferita sanguinosa tra le famose quattro stellette appuntate sulla maglia azzurra. Per fortuna ci sono anche un po' di italiani che possono attirare la nostra attenzione e delle legioni di tifosi costretti, in alcuni casi, a fare alba per seguire le partite. Ancelotti è il primo della lista, col suo Brasile già messo in crisi da un paio di infortuni pesanti (Neymar e Wesley), seguito a ruota dalla simpatia inevitabile con cui guarderemo Fabio Cannavaro, ct dell'Uzbekistan che non ha grandi pressioni né gigantesche aspettative da coltivare ma solo da confermare la bontà della scuola italiana nelle ore in cui il Milan pensa invece che sia anglo-sassone la cultura più innovativa nel pallone. Fa poi un effetto speciale vedere e rivedere il filmato del viaggio del torpedone con a bordo la nazionale turca guidata da Montella attraversare il ponte sul Bosforo in direzione aeroporto scortato da una chilometrica coda di auto dei tifosi. Se poi aggiungiamo Volpati e Circati, partiti con l'Australia e i 4 arbitri e assistenti Mariani, Bindoni, Tegoni e Di Bello, allora il quadro è completo e possiamo metterci comodi sul divano.