L’incendio che nei giorni scorsi ha interessato l’ex sede della Croce Azzurra di Porto Recanati non ha soltanto annerito muri e stanze vuote. Ha riacceso una polemica mai spenta. A tornare all’attacco è l’ex presidente Michele Tetta, che da anni denuncia la scelta del Comune di sfrattare il sodalizio storico dai locali dell’ex Zanella. Una vicenda che ha lasciato strascichi profondi e che oggi, davanti a un edificio abbandonato e finito nel mirino di ignoti, assume contorni più controversi. "Ci dissero che quei locali dovevano essere liberati perché c’erano già interessati all’acquisto – ricorda Tetta –. Eppure, dopo oltre un anno e mezzo dallo sfratto, la vendita non si è concretizzata e la struttura è rimasta inutilizzata, esposta al degrado e, secondo quanto denunciato, facilmente accessibile dall’esterno. Una sede che per oltre vent’anni ha ospitato volontari, mezzi di soccorso e attività sociali, oggi è il simbolo di un’occasione persa". Da una parte un’amministrazione che rivendica le proprie scelte patrimoniali, dall’altra chi sostiene che si sia sacrificato un presidio storico della città senza ottenere alcun risultato. Tetta non nasconde l’amarezza. Rivendica il lavoro svolto dalla Croce Azzurra e sostiene che una alternativa sarebbe stata possibile, magari attraverso un affitto simbolico o una convenzione temporanea. Al contrario, racconta di anni di scontri, carte bollate e rapporti logorati con il Comune. L’incendio non cancella le responsabilità di chi lo ha provocato, se sarà confermata l’origine dolosa. Ma se quei locali erano così strategici da dover essere liberati con urgenza, perché sono rimasti chiusi, inutilizzati e vulnerabili per tutto questo tempo?
Incendio all’ex Croce Azzurra: "Locali vuoti, errore del Comune"
Porto Recanati, l’ex presidente dell’associazione ricorda lo sfratto urgente: "Ma quegli spazi sono rimasti abbandonati".








