HomeAnconaCronacaColdiretti in piazza: "Stop ai trafficanti di olio e grano"Erano oltre 500 gli agricoltori davanti alla prefettura. Slogan e striscioni: "Ora più controlli e meno frodi".Erano oltre 500 gli agricoltori davanti alla prefettura. Slogan e striscioni: "Ora più controlli e meno frodi".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBandiere, slogan e cartelli in piazza per tutelare la produzione agricola delle Marche contro frodi e speculazioni. I coltivatori diretti della regione si sono dati appuntamento ieri mattina in piazza del Plebiscito, sotto alla Prefettura, per far sentire forte la propria voce su temi che mettono in crisi l’agricoltura italiana ma anche la salute dei cittadini. Contro le frodi, l’agropirateria, il grano al glifosato e l’olio contraffatto. Erano oltre 500 gli agricoltori scesi in piazza, mobilitati da Coldiretti nell’ambito di una protesta nazionale. "Fermiamo i trafficanti di olio e di grano", "No al grano al glifosato, sì alla salute dei cittadini", "Più controlli meno frodi", "Senza reddito non c’è agricoltura" sono alcune delle frasi sui cartelli dei manifestanti.
Al prefetto di Ancona, Maurizio Valiante, è stato consegnato un documento con le richieste rivolte al Governo. Sul fronte dell’olio, i numeri raccontano un mercato distorto: nell’ultimo anno il prezzo è crollato del 50%, mentre i costi dei produttori sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro. L’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine, ma ne consuma 461 milioni e ne esporta altri 318, importandone ben 545 milioni. I conti non tornano, denuncia Coldiretti, e la ragione sta nel fatto che dietro a queste cifre (soprattutto di importazione) si nascondono operatori che alterano le dichiarazioni di origine: ciò che non è italiano, né tantomeno extravergine di oliva, rischia in qualche modo di diventarlo, insomma. Tra le richieste: controlli con risonanza magnetica e mappatura isotopica, divieto di miscelare extravergine con sottoprodotti trattati termicamente, fatturazione obbligatoria delle olive per garantire la tracciabilità e sospensione dell’olio tunisino a dazio zero. Non va meglio sul grano duro, con aziende che in Sicilia tentano di acquistarlo a 19 centesimi al chilo mentre continuano ad arrivare carichi trattati con il glifosato. "Chiediamo maggiori controlli alle dogane, alle frontiere, ai porti, che oggi si attestano solo al 3% della merce in entrata – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche –. Ma non solo: chiediamo anche una maggiore applicazione delle leggi già disponibili per contrastare le pratiche sleali". Il grano duro importato dal Canada, aggiunge, "viene trattato nell’ultima fase con glifosato ed è potenzialmente cancerogeno. Questa mobilitazione continuerà nelle prossime settimane davanti alle principali industrie di trasformazione della pasta e alla grande distribuzione".











