C’è una domanda che la Magnifica humanitas pone al numero 129 con la voce di Giovanni Paolo II: l’Intelligenza artificiale rende la vita umana sulla terra più umana?

Più degna dell’uomo?

In nessun ambito questa domanda è più urgente che in medicina, dove il confine tra tecnologia e cura, tra efficienza e compassione, tra calcolo e presenza si assottiglia fino a diventare invisibile.

Ed è precisamente su questo confine che l’enciclica di Leone XIV offre non risposte consolatorie ma strumenti di discernimento che ogni professionista della salute dovrebbe avere presenti.

Il punto di partenza è antropologico, e vale la pena riprenderlo con precisione.