Undici alloggi di proprietà dell’Aler che non possono essere affittati perché le loro condizioni non lo consentono e famiglie che ogni giorno bussano alla porta del Comune in cerca di una casa. Due facce della stessa medaglia a Vidigulfo come in altre località della provincia. "Non voglio essere polemico – dice il sindaco di Vidigulfo Pietro Sfondrini (nella foto) di Fratelli d’Italia –, ma Aler per quale motivo è nata? Per dare un aiuto ai meno abbienti e aiutare coloro che si trovano in difficoltà o come agenzia immobiliare? Vanno bene gli alloggi per gli studenti, però non possiamo dimenticarci delle famiglie". A Vidigulfo, paese di 7.000 abitanti, la richiesta di una casa è ampia. "Undici appartamenti – prosegue il primo cittadino – ci consentirebbero di dare una risposta ad altrettante famiglie. Sono andato all’Aler a chiedere di ristrutturare quegli alloggi che creano degrado e la risposta è stata: mancano i soldi".
Da qui la proposta di Sfondrini: "Perché questi appartamenti non vengono messi in vendita? Con il ricavato si potrebbero ristrutturare altre case da assegnare a chi ne ha bisogno. Il Comune purtroppo non ha i fondi per potersi occupare dei lavori, fatica a pensare agli immobili di sua proprietà, delle famiglie però potrebbero essere interessate all’acquisto e alla ristrutturazione". Intanto a Vidigulfo continua a rimanere prigioniera nella sua casa una disabile di 49 anni che si sposta in carrozzina e vive in un alloggio Aler al secondo piano di uno stabile senza ascensore. "Gli undici alloggi sfitti – fa sapere Aler – necessitano di importanti lavori di ristrutturazione e non sono accessibili a persone con disabilità. Così anche nei comuni limitrofi. Un cambio alloggio, quindi, non è possibile non per mancanza di volontà, ma proprio perché non c’è la possibilità tecnica".









