Grandi opere e grandi dolori
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Deputata maceratese, è tra le favorite dopo le dimissioni di Bomprezzi. La consigliera regionale: "D’accordo, purché sia una candidatura vera" .
di Anna MarchettiPESAROMicaela Vitri, consigliera regionale del Pd, al congresso del 2023 lei sostenne la mozione (di minoranza) di Michela Bellomaria. Crede che le dimissioni della segretaria Chantal Bomprezzi siano tardive? "Le dimissioni hanno radici più profonde. L’elezione di Chantal Bomprezzi come segretaria è stata imposta da alcuni leader di partito (il riferimento è a Luca Ceriscioli e Alessia Morani, ndr), che poi sono stati i primi a scaricarla quando non serviva più, tra l’altro facendo passare quella scelta come un rinnovamento, pensando che fosse sufficiente una mano di vernice. Certo, Bomprezzi ha le sue responsabilità, sicuramente ha sbagliato diverse scelte, dalle candidature (dove c’era il suo marchio, specie a Senigallia) alle campagne elettorali, ma i motivi delle sconfitte, alle regionali e poi alle amministrative, non sono imputabili solo a lei. Anche la sua candidatura alle regionali è stata sostenuta da tutto il partito di Ancona, forse andava bloccata prima per evitare la sconfitta. Ora mi auguro che non si commettano gli stessi errori e non prevalgano richieste e proposte di chi utilizza il partito per gli interessi personali. In vista delle politiche, c’è il rischio che si scatenino molti appetiti e qualcuno sia pronto a utilizzare il partito a proprio beneficio: farò di tutto perché questo non avvenga". Come pensa debba essere gestita la transizione? "Non è necessario un commissario, ma serve un segretario che operi nell’interesse del Pd e che non debba avere interessi personali. Sono tante le persone preparate, con esperienza, che possono ricoprire questo ruolo e che in questi anni hanno pensato più al bene del Pd che alla propria carriera". Ci sono le condizioni perché l’assemblea individui un segretario che metta tutti d’accordo? "Penso proprio di sì, ci sono le figure adatte a ricoprire quel ruolo, anche io farò le mie proposte, al momento opportuno". Tra i candidati alla segreteria, si parla della deputata maceratese Irene Manzi, che peraltro è nelle segreteria nazionale del partito. Che ne pensa? "Sarei d’accordo, se la sua fosse una candidatura vera. È una delle figure che l’assemblea potrebbe votare (e non toglierebbe il posto in lista a un marchigiano, ndr). Manzi è una persona equilibrata, non di parte, con cui si può dialogare su tutto". Che cosa si attende dal nuovo segretario? "Dovrà lavorare alle liste per le politiche in modo da scegliere i candidati vincenti e non quelli che vogliono fare i capilista. E poi il segretario regionale deve sciogliere alcuni nodi sui territori, in particolare nella provincia di Pesaro-Urbino deve intervenire sull’elezione del nuovo presidente della Provincia (meglio stare all’opposizione che sostenere un candidato di destra) e sulla gestione del piano rifiuti". Lei pensa di candidarsi alle politiche 2027? "Ora no, non è la prima volta che mi viene chiesto, ma sono impegnata al massimo nel mio ruolo di consigliera regionale: rimango volentieri ad Ancona". Pensa che Matteo Ricci e Alessia Morani farebbero bene a riproporsi per le politiche? "Non spetta a me dirlo, ma basta guardare i dati delle elezioni regionali e chiunque faccia le liste dovrà prendere atto di quanto deciso dagli elettori".








