Pesaro, 11 giugno 2026 – L’ipotesi di omicidio volontario ha cambiato il quadro dell’inchiesta sulla morte di Francesca Ercolini, la giudice trovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2022. La Procura dell’Aquila contesta questo reato a due persone: il marito della magistrata, l’avvocato Lorenzo Ruggeri, e un ex ispettore di polizia amico della famiglia. Altre 4 persone risultano invece indagate, a vario titolo, per depistaggio, falsa perizia, violazione del segreto istruttorio e omissione di atti d’ufficio. L’indagine aveva inizialmente seguito un percorso diverso. Dopo la morte della giudice era stato aperto un procedimento per istigazione al suicidio, conclusosi con una richiesta di archiviazione della Procura. Poi, però, il caso è stato oggetto di ulteriori approfondimenti che hanno portato alle contestazioni. Tra gli accertamenti figurano la riesumazione della salma e un incidente probatorio affidato al medico legale Vittorio Fineschi e a un collegio di esperti, chiamati a svolgere nuove analisi sugli elementi raccolti. Nelle scorse settimane sono stati sequestrate tre lampade dalla casa di Ruggeri per verifiche tecniche sui cavi elettrici. In questo contesto si inserisce una lettera inviata martedì al Carlino da Ruggeri che accusa media e social di aver costruito “un processo parallelo”.