A far emergere nuovi dubbi la nuova autopsia fatta dopo la riesumazione della salma. I segni sul collo potrebbero non esser compatibili a un suicidio
Non potrebbe esser più un suicidio quello della giudice molisana Francesca Ercolini, trovata senza vita, nella sua abitazione di Pesaro, il giorno di Santo Stefano del 2022. Dopo quattro anni da quella morte la Procura dell’Aquila indaga per omicidio. Una valutazione che sarebbe arrivata oggi, in occasione dell’incidente probatorio, svoltosi oggi a Roma.
La nuova autopsia e i segni sul collo
Nella perizia, depositata da Vittorio Fineschi, anatomopatologo che ha eseguito la nuova autopsia dopo la riesumazione della salma, presso il cimitero di Riccia (Campobasso), ci sono seri dubbi sulla compatibilità tra i segni rilevati sul collo della signora e una striscia di seta annodata alla ringhiera della scala nell’abitazione. Nel corso dell’incidente probatorio è stato disposto un ulteriore approfondimento per verificare la compatibilità delle lesioni con 2 cavi rinvenuti e sequestrati nell’appartamento della casa marchigiana.
Le tappe e gli indagati










