ROMA. Nomine, promesse e favori: ecco la partita del ponte sullo Stretto. Una grande opera dove ciascuno porta avanti il suo gioco e tenta ogni strada, anche spavalda, per superare problemi e ostacoli. Lo racconta l’inchiesta per corruzione della procura di Roma che ha svelato il tentativo – fallito – di condizionare la decisione della Corte dei Conti sul via libera al progetto definitivo. Al centro dell’indagine condotta dai carabinieri del Ros c’è Tommaso Miele, ex numero due della Corte dei Conti e una lunga lista di incarichi alle spalle. Da aprile 2025 è presidente del collegio dei revisori dei conti del Consiglio superiore della magistratura, che verifica le spese e i bilanci, e dallo scorso primo marzo, «a seguito del collocamento a riposo», ha visto passare l’incarico da gratuito a retribuito. Miele va in pensione a febbraio 2025. E, uomo ambizioso, inizia a muoversi in tempo per ottenere, si legge negli atti dell’inchiesta, «cariche apicali». Punta in alto. Sogna una società partecipata come Postepay o Poste Italiane, non nasconde l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust. Sa bene che nei mesi a venire Lega e Forza Italia si contenderanno la nomina dei vertici di Consob e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (e l’accordo, ancora oggi, non è stato trovato). Sono «cariche ben remunerate – dice – a differenza della presidenza dell’Autorità garante per la privacy». Le sue aspirazioni, Miele le condivide con diverse persone: «Quando andrò in pensione, dovrei fare il presidente di non so che... se arriva un bell’endorsement...». Ambizioni, almeno secondo quanto ricostruito dagli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che lo rendono facile da avvicinare e semplice da blandire. Così, è scritto nelle carte dell’inchiesta, viene avvicinato dall’imprenditore edile Vincenzo Virgilio e dall’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, nel cda della società “Stretto di Messina spa” e sino a luglio 2024 commissario regionale della Lega in Calabria. I due gli avrebbero promesso appoggio incondizionato. «Virgiglio, tramite la sua associazione “Accademia Calabria” e altre sue entrature, gli consente di allargare la platea di soggetti in grado di favorire le sue aspirazioni professionali ed economiche», Saccomanno «gli offre di intercedere presso organi istituzionali per favorire l’affidamento di incarichi». E gli «garantisce di accompagnarlo a parlare con alcuni esponenti politici in occasione del concerto di Natale a Montecitorio». Nulla, in certe dinamiche, è gratuito. E Miele, in cambio, li tiene costantemente aggiornati sull’andamento dell’istruttoria in corso alla Corte dei Conti. Non solo. A quanto emerge dalle conversazione intercettate dai carabinieri del Ros, in particolare in prossimità della decisione dei giudici, «si attiva per favorire il rilascio del visto di legittimità in favore del progetto e si informa sull’andamento del controllo in corso rivelando informazioni riservate». Comprese quelle delle singole posizioni dei colleghi durante gli incontri. Al telefono dice di essere «a disposizione». E assicura: aiuterà gli interessi della Spa anche nelle fasi successive.