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Una cricca - di cui avrebbe fatto parte anche l'ex numero due della Corte dei Conti - ha cercato di pilotare il maxiprogetto del Ponte sullo Stretto. E' il perno su cui si basa l'indagine della Procura di Roma in cui si procede per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione dell'infrastruttura. Una cricca la cui figura chiave sarebbe l'ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele, in pensione dal febbraio scorso.

Gli indagati e le perquisizioni del Ros

Il procedimento, coordinato dall'aggiunto Giuseppe De Falco, riguarda presunti tentativi di condizionare l'esame di legittimità dei giudici contabili sull'approvazione del progetto definitivo dell'opera. I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e nel Frusinate sequestrando dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile agli accertamenti.

Con Miele risultano indagati anche Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell'associazione «Accademia Calabria», e l'avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa e dal 2021 al 2024 commissario della Lega in Calabria.«Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea», ha affermato l'amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, confermando «la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti». «Prenderemo tutte le misure necessarie - ha aggiunto - a tutela degli interessi aziendali e del progetto».L'impianto accusatorio: il magistrato come «talpa»