Sassari.11 giugno 2026 alle 00:29

Guerra e pace in consiglio comunale. Polemica al fulmicotone tra Fratelli d’Italia e il resto dell’Aula, martedì scorso, su un ordine del giorno che chiedeva l’adesione alla Carta di S’Aspru e la nomina di “un delegato per la pace”. A proporla Walter Pani, capogruppo dei Progressisti, a contestarla invece, su tutta la linea, Roberto Cadeddu, guida consiliare del trio meloniano. La Carta, firmata tre anni fa, nella comunità S’Aspru di Padre Morittu a Siligo, richiama l’articolo 11 della Costituzione e il ripudio della guerra “come strumento di offesa e mezzo per risolvere controversie internazionali”. Lo scorso gennaio l’aveva adottata l’Anci, proprio in un incontro a Palazzo Ducale e, sottolinea Pani, “invitando formalmente i Comuni della Sardegna a deliberare il proprio impegno”.

L’attacco

La tempistica appare però sospetta a Cadeddu che vi legge in controluce un attacco al governo e alla scelta, condivisa con altri paesi Nato, di investire il 5% del Pil nelle spese militari. Parla di un consiglio comunale usato come “guerriglia ideologica”, e contesta il passaggio della Carta dove si caldeggia di “abbandonare strategie di morte”. “Parole inaccettabili”, denuncia citando le missioni di pace italiane, come quella della Brigata Sassari e, infine, definisce “fantomatico” il Delegato per la Pace, marchiando il tutto come “ipocrita, inutile, ininfluente”. Il sindaco, Giuseppe Mascia, si inalbera: «Non ci facciamo belli sfruttando il lavoro di Padre Morittu o per avere un articolo sul giornale. È vergognoso sostenerlo». Smentisce tutti gli assunti della controparte, a partire da quello antigovernativo: «Potrei impegnare gli uffici per farvi sapere come perdiamo soldi con questo esecutivo, ma come è successo anche coi precedenti». Nelle repliche qualcuno si definisce “turbato” dall’affondo di Cadeddu che, alla fine, resta insieme ai suoi l’unico a votare contro l’Ordine del giorno, approvato a maggioranza.