L’appuntamento è stato un po’ nazional-popolare (tutti insieme a tifare per il proprio idolo, quasi fosse la nazionale di calcio), un po’ radical-chic (del resto a Milano non esiste evento senza un aperitivo, anzi un’apericena) con una spruzzata (non se ne vogliano i futuristi) di assemblearismo di sinistra extraparlamentare d’altri tempi. Tutti insieme (militanti, iscritti e simpatizzanti) a Euromilano per guardare ieri sera il generale guerreggiare con Lilli Gruber, che di fatto ha sdoganato nell’informazione mainstream Roberto Vannacci e il suo Futuro Nazionale. Pure con dibattito a seguire, manco fosse un’assemblea studentesca («No, il dibattito no» direbbe Nanni Moretti). «Ne esce presidente del Consiglio», ha azzardato qualcuno convinto che l’atteggiamento da “attacco frontale” della giornalista di La7 non potrà che portare a un ulteriore aumento del gradimento nei confronti dell’ex generale. Anche meno.
Sicuramente alla vigilia dell’assemblea costituente del fine settimana a Roma, quando il movimento vannacciano ufficializzerà la sua trasformazione in partito, l’umore tra i futuristi è ottimo. I sondaggi sono più che favorevoli e l’arruolamento prosegue a botte di migliaia di persone al giorno. «A brevissimo arriveremo a centomila», dicono. I lombardi avrebbero voluto portare nella Capitale, come trofeo, la nascita di un gruppo autonomo nel consiglio regionale. Obiettivo sfumato, ma solo per poco. Al momento sono due i consiglieri passati nella fila di Vannacci (ne serve almeno un altro, da regolamento consiliare, per essere autonomi).











