Tra i motivi della mestizia con cui molti tifosi in Italia seguiranno da oggi i Mondiali di calcio, c’è la consapevolezza che dal 2031 a fornire alla Fifa le figurine e gli altri oggetti da collezione non sarà più la «nostra» Panini, ma la statunitense Fanatics, con il marchio Topps. Al passaggio, annunciato già il mese scorso, Olivier Bonnel, corrispondente da Roma di Le Monde, ha dedicato ieri un articolo malinconico, quasi a sottolineare la fine di un’epoca.

E in effetti, se i rappresentanti dell’azienda emiliana hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, la pensa così Gianni Bellini, tipografo in pensione, che è noto per essere, sia pure ufficiosamente, il più grande collezionista al mondo di figurine Panini e che al giornalista francese ha espresso tutto il suo rammarico: «Bellini – scrive Bonnel – non capisce come la Fifa abbia potuto vendere la licenza a Fanatics, e come si possa parlare di figurine virtuali: ‘Per me, che ora sono nonno, aprire un pacchetto di figurine, toccarle, attaccarle sull’album, dà la stessa gioia di sessant’anni fa’».

Tout passe, tout casse, tout lasse, verrebbe da dire, ma forse non è azzardato prevedere che, com’è avvenuto per i vinili, le figurine adesive resteranno un oggetto di amore e di collezione – e magari in futuro torneranno in auge presso un pubblico di massa. Del resto, una ventina d’anni fa c’era chi prevedeva a breve la fine dei libri di carta, mentre tutti gli ultimi dati rivelano che la formidabile ascesa degli ebook si è fermata, e che i lettori forti alternano tranquillamente la pagina «fisica» e lo schermo, a seconda della situazione e del testo che vogliono leggere. Certo, la domanda è semmai quanti siano oggi i lettori forti e quali libri dominino il mercato – ma questo è un altro discorso.