Sapienza ed eleganza sono le due parole che arrivano alla mente pensando al nome di Luisa Ricaldone, morta a 76 anni, nella notte tra l’8 e il 9 giugno. Femminista, docente rigorosa, critica accurata con una bibliografia vastissima si è occupata di letteratura tra Settecento e Novecento/Duemila, ha ricoperto a lungo la cattedra di Letteratura italiana contemporanea all’Università della sua amata Torino, ha fatto parte del Cirsde (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne), è stata lettrice all’Università di Vienna e ha esplorato immaginari di scrittrici e autrici talvolta poco note. Come nel caso della curatela che nel 1997 (per Vecchiarelli) ha dedicato a Le avventure del poeta, una commedia del 1730 di Luisa Bergalli (tra gli Arcadi era Irminda Partenide). Oppure le pagine autobiografiche della clarissa e mistica Veronica Giuliani (1660 – 1727) per L’Ulivo nel 2001. Di un anno prima, per Il Poligrafo, è il volume con Adriana Chemello Geografie e genealogie letterarie: erudite, biografe, croniste, narratrici, épistolières, utopiste tra Settecento e Ottocento.
L’amore di Ricaldone per la letteratura e soprattutto per la scrittura delle donne è depositato in numerosi saggi, sia monografici che in collettanee. Tra i suoi estesi interessi, – per cui non ha trascurato la collaborazione con L’Indice dei libri del mese o la rivista Leggendaria – ha dedicato una attenzione speciale ad alcune questioni cruciali occupandosi di passaggi di età nel suo Ritratti di donne da vecchie (Iacobellieditore 2017). Ha curato poi, insieme a Daniela Finocchi, il volume Generi alimentari. Donne, cibo e nuovi immaginari (Iacobellieditore 2021), frutto del gruppo di studio del Concorso letterario nazionale Lingua Madre di cui Ricaldone ha fatto parte; una realtà, CLM, che da decenni è una colonna della realtà torinese e internazionale. E sempre in tema, ha pubblicato un saggio prezioso dal titolo Tra le pagine della fame. Un viaggio letterario (SEB27 2023).










