“Luisa era una maestra la più grande maestra che io abbia incontrato: lo è stata per i suoi studenti, per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata, per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei. Io l’ho conosciuta in libreria tanti anni fa e abbiamo condiviso fianco a fianco l’avventura del sito della Libreria delle donne. Il sito esiste anche grazie a lei, a quella intelligenza che faceva della relazione la misura di ogni cosa anche della tecnica”.
Così, con un post sulla pagina Facebook della Libreria delle donne di via Calvi, è stata annuncia la morte, avvenuta stamattina a Milano, della filosofa e scrittrice Luisa Muraro, 86 anni fra pochi giorni, una delle più importanti femministe italiane, fra le fondatrici della storica insegna milanese.
Luisa Muraro era nata a Montecchio Maggiore Il 14 giugno 1940 ma dal ‘76 viveva nel capoluogo Lombardo. È stata filosofa, pedagogista, traduttrice e attivista del movimento femminista italiano. Era cresciuta in provincia di Vicenza, ma si era laureata in filosofia all’Università Cattolica di Milano, dove aveva iniziato la sua lunga carriera accademica.
Negli anni Settanta aveva insegnato anche nella scuola dell’obbligo e fondato con Elvio Facchinelli la “scuola anti autoritaria”. Proprio in quel periodo aveva incontrato i gruppi femministi di Milano, fondando nel 1975 la prima Libreria delle donne italiana, con Lia Cigarini e molte altre attiviste. Muraro scrisse in quegli anni “Non credere di avere diritti: la generazione della libertà femminile nell’idea e nelle vicende di un gruppo di donne”, testo firmato da tante delle fondatrici della libreria di via Calvi. Con Adriana Cavarero, Anna Maria Piussi, Elvia Franco e altre filosofe aveva fondato la comunità Diotima che ancora oggi è attiva e porta avanti studi dedicati alle donne.










