È morta la filosofa Luisa Muraro, una delle principali teoriche del femminismo italiano e tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano. Insegnò per molti anni filosofia teoretica all’università di Verona, dove nel 1983 fondò insieme alla collega e filosofa Adriana Cavarero e ad altre donne la comunità filosofica femminista Diotima, che esiste ancora. Muraro avrebbe compiuto 86 anni domani, il 14 giugno.
Muraro è stata un imprescindibile riferimento per il cosiddetto femminismo della seconda ondata, che nacque e si sviluppò negli anni Sessanta.
Nacque a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Negli anni Settanta, dopo essersi laureata e aver iniziato la carriera universitaria, insegnò per un periodo a scuola. In quegli anni lavorò insieme a Lea Melandri e a Elvio Fachinelli alla rivista L’erba voglio. Nel 1975 fondò insieme all’avvocata Lia Cigarini e ad altre la Libreria delle donne, che oggi si trova in via Calvi, vicino a piazza Cinque giornate, e che nel tempo è diventato un importante luogo di incontro e discussione. In un’intervista alla Stampa del 2010 Muraro disse che «fu un’iniziativa rivoluzionaria. Adesso si fatica a comprenderne la portata, ma a quei tempi vendere solo libri scritti da donne aveva un gran significato, poiché persino le donne colte avevano poca familiarità con la letteratura femminile».











