Simona Ventura direttrice per un giorno al Resto del CarlinoEravamo il Paese dei sessanta milioni di allenatori. Oggi siamo diventati sessanta milioni di investigatori. Il ritorno mediatico del caso di Garlasco sta mostrando con chiarezza un fenomeno che emerge anche nella vicenda di Pierina Paganelli che si è conclusa con l’assoluzione di Louis Dassilva: non siamo più semplici spettatori. Discutiamo di intercettazioni e perizie su internet. Conosciamo i nomi dei consulenti, dei criminologi e degli avvocati. Attorno alle vicende giudiziarie si sono formate vere e proprie tifoserie, alimentate dai programmi televisivi e dai social network. Da una parte gli ’stasiani’, dall’altra i ’sempiani’. Un tempo in televisione si seguiva principalmente il calcio, oggi si segue sempre di più la cronaca nera. Il pubblico presente all’ultima udienza del processo di Rimini

Le ragioni sono anche economiche. La cronaca nera costa poco e dà grandi risultati in termini di ascolti. Per una rete televisiva significa riempire ore di programmazione con i servizi dei giornalisti, collegamenti, ospiti e dibattiti senza sostenere gli investimenti richiesti dall’intrattenimento. I social, poi, fanno il resto: ogni dichiarazione viene rilanciata e trasformata in uno schieramento. Tutto diventa materiale virale: ci sono decine di video che rimbalzano di schermo in schermo clip che ci vengono proposte e riproposte senza soluzione di continuità e formiamo a volte una opinione senza nemmeno accorgercene.