Partiamo da due punti fermi. Il primo: l’Organizzazione meteorologica mondiale dell’Onu prevede il prossimo arrivo di una sorta di Super El Niño. Ci sono elevate probabilità che un’ondata di calore pervada l’intero globo terrestre già in estate, per protrarsi sino a novembre. Secondo elemento: il caldo e il freddo estremi possono rappresentare fattori di rischio cardiovascolari, con una maggiore probabilità di ictus, infarti, insufficienza cardiaca e morti improvvise. La miscela di questi due elementi preoccupa gli specialisti e mette in pericolo il cuore e le arterie di tante persone. Per questo l'American Heart Association ha pubblicato su Circulation (primo nome Kate Hanneman) una sorta di “vademecum” che illustra i fattori che contribuiscono a mettere a repentaglio la salute e fornisce raccomandazioni per mitigare i crescenti rischi cardiovascolari derivanti dalle temperature estreme.

Perché il caldo può essere pericoloso

Pur se il freddo rappresenta quasi fisiologicamente un problema in più per la circolazione, gli esperti Usa segnalano come gli eventi di caldo estremo stiano aumentando in frequenza, intensità e durata, il che potrebbe portare a un numero di decessi correlati al caldo superiore a qualsiasi riduzione della mortalità dovuta al freddo. Ma cosa accade quando fa molto caldo e, come se non bastasse, l’umidità è alle stelle? Durante la stagione estiva, il corpo si raffredda dilatando i vasi sanguigni e aumentando la sudorazione. Se da un lato questo aiuta a disperdere il calore, dall'altro abbassa anche la pressione sanguigna e riduce i livelli di liquidi corporei. Per compensare, il cuore batte più velocemente e pompa con maggiore forza. Questo può essere pericoloso per chi soffre di malattie cardiovascolari. Non solo: l’afa e le impennate dell’umidità possono abbassare eccessivamente la pressione, sia per l’aumento del flusso sanguigno alla pelle (e allo stomaco, nei momenti della digestione) sia per la disidratazione. I campanelli d’allarme di questa condizione sono comparsa di inspiegabili mal di testa, vertigini che insorgono soprattutto quando ci si alza in piedi, sentirsi ‘rallentati’ o molto stanchi, bocca secca, contrazione della diuresi con urine molto concentrate (scure e scarse). A volte, quindi, quasi di colpo si perde conoscenza perché il cervello non riceve sangue a sufficienza e in qualche modo si “spegne”. Così, alla fine, si può svenire.