il commentoSegui Domani su Google10 giugno 2026 • 20:52È un ritorno alla guerra aperta quello scandito dalla rappresaglia americana per l’abbattimento dell’elicottero Apache e dalla controrappresaglia iraniana sulle basi Usa nel Golfo? Le parole di Trump, sempre da prendere con le molle, sembrerebbero farlo pensare: ma più che l’escalation l’intento della Casa Bianca parrebbe quello di far capire agli iraniani che è giunto il momento di chiudere un negoziato sapientemente prolungato. Non a caso, dietro le quinte, l’amministrazione Usa fa sapere che Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Renzo GuolosociologoProfessore ordinario, è docente di Sociologia dell’islam e Sociologia delle religioni all’Università di Padova. Tra i suoi interessi di ricerca: i rapporti tra religione e politica, i fondamentalismi contemporanei, l’Islam italiano ed europeo, la geopolitica del mondo islamico, i conflitti nelle società multiculturali
È il fattore tempo l’asso nella manica degli ayatollah iraniani
Entrambi i contendenti hanno bisogno di un accordo che dica che sono d’accordo nell’affrontare in futuro i nodi sui quali oggi non vi è intesa. Ma più si avvicina il midterm americano, più Teheran è convinta di poter strappare concessioni a Trump. Intanto Tel Aviv vede evaporare l’obiettivo, tenacemente perseguito dopo il 7 ottobre: ridisegnare a proprio favore gli equilibri mediorientali









