BIBIONE - A distanza di nove mesi dal drammatico fortunale che ha messo in ginocchio la costa veneziana, per il tessuto economico di Bibione arriva la doccia fredda più amara. La Regione Veneto ha comunicato ufficialmente che non stanzierà alcun fondo per il ristoro dei danni subiti dalle attività produttive. Alberghi, negozi, pubblici esercizi e strutture ricettive che lo scorso autunno avevano pagato un conto salatissimo alla furia del maltempo restano così totalmente esclusi dai risarcimenti pubblici, dovendo contare unicamente sulle proprie forze e sulle coperture assicurative private.

La memoria torna inevitabilmente alla drammatica notte tra il 9 e il 10 settembre del 2025. In quell'occasione, una vera e propria bomba d'acqua si era abbattuta sul litorale con una violenza inaudita. I dati registrati dai pluviometri avevano delineato uno scenario impressionante: ben 122 millimetri di pioggia caduti in appena quattro ore, tra le 2 e le 6 del mattino, saliti poi a 250 millimetri nell'arco delle 12 ore complessive. Un volume d'acqua spaventoso, pari a circa un quarto delle precipitazioni medie di un intero anno, che lo stesso Consorzio di bonifica aveva definito "fuori da ogni reale possibilità di gestione" per la rete di scolo territoriale. CENSIMENTO Se per le imprese il verdetto è negativo, Palazzo Balbi ha invece avviato un censimento dei danni destinato esclusivamente ai privati. La misura è rivolta sia ai residenti in Veneto sia ai turisti che siano in grado di dimostrare la loro regolare presenza a Bibione durante le terribili ore del 9 e 10 settembre dello scorso anno. L'indennizzo, tuttavia, non coprirà gli immobili o gli arredi, ma sarà strettamente limitato ai "beni mobili registrati" ad uso privato, ovvero autovetture, motocicli e natanti che hanno subito danni strutturali a causa degli allagamenti o dei crolli causati dal fortunale.I criteri stabiliti dalla Regione per poter accedere ai ristori sono particolarmente rigidi e mirano a escludere qualsiasi tipo di speculazione. In primo luogo, sono tassativamente esclusi dal censimento tutti i veicoli aziendali, i mezzi commerciali e le vetture in locazione finanziaria (leasing). Non saranno presi in considerazione nemmeno i danni di natura puramente estetica, come i classici bolli causati dalla grandine sulla carrozzeria. Un altro sbarramento fondamentale riguarda lo stato delle riparazioni. I cittadini interessati non potranno presentare semplici preventivi di spesa: il contributo sarà erogato solo per i lavori già effettivamente eseguiti e saldati. I pagamenti, inoltre, dovranno essere rigorosamente tracciabili (bonifici, carte di credito o debito) e accompagnati da regolare fattura. Per chi rispetterà tutti i requisiti, il ristoro regionale coprirà un massimo del 50% della spesa sostenuta, con un tetto limite fissato a 7.747 euro. LE CATEGORIE Per le associazioni di categoria e l'imprenditoria locale si tratta di un colpo durissimo, che riapre la ferita di una notte di fine estate che Bibione farà fatica a dimenticare. «Siamo stati informati dal Comune - spiegano gli albergatori -. Chiederemo attraverso la politica locale una revisione della decisione affinché le nostre strutture non restino ancora una volta ai margini del Veneto». «Resta grande la preoccupazione che un evento simile possa verificarsi nei mesi di luglio o agosto, con conseguenze potenzialmente gravissime per le attività produttive del territorio. Abbiamo chiesto un potenziamento delle attrezzature della Protezione civile, in particolare motopompe e insaccatrici, ma al momento non sappiamo a che punto sia l'iter - spiegano da Confcommercio - Resta comunque fondamentale la sottoscrizione dell'accordo tra Comune, Lta e Consorzio di bonifica per l'adeguamento del sistema fognario bibionese, che risulta obsoleto e non più adeguato alle esigenze attuali».