Le forze ucraine continuano senza sosta a colpire in profondità il territorio russo, e non più solo con i droni. Il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato un raid compiuto nella notte tra martedì e mercoledì su un impianto di produzione militare a mille chilometri dal confine con l'impiego dei missili di fabbricazione nazionale Flamingo.

"I missili ucraini FP-5 Flamingo hanno colpito un impianto militare a Cheboksary che fornisce all'esercito occupante componenti per droni e missili", ha detto il leader ucraino.

Cheboksary è la città principale della regione centrale russa della Ciuvascia, circa 600 chilometri ad est di Mosca. Le autorità russe hanno confermato che la città è stata presa di mira in un attacco missilistico, ma non hanno fornito indicazioni sull'obiettivo. L'Ucraina ha anche colpito una raffineria di petrolio nella regione russa di Samara, nonché una petroliera russa nel Mar Nero, secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore ucraino.

Mosca ha intanto reagito all'annuncio del ventunesimo pacchetto di sanzioni della Ue, presentato martedì dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, promettendo "misure efficaci e decise" di risposta. "La Russia - ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova - condanna con fermezza qualsiasi misura coercitiva unilaterale illegittima. Sempre più Paesi condividono e sostengono questo approccio". Fra le nuove misure restrittive dell'Unione europea, che per entrare in vigore dovranno ottenere il sostegno unanime dei 27 Stati membri, figurano il congelamento del meccanismo di adeguamento al price cap del greggio russo, che in assenza d'interventi sarebbe passato da 44 a 70 dollari, e nuove restrizioni sulla rivendita di navi metaniere alla Russia.