«Se il candidato di centrodestra non dovesse essere Renato Schifani non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali»: la dichiarazione che Luca Sbardella, commissario di Fratelli d’Italia, ha consegnato a ora di pranzo alla Tgr Sicilia, ha trasformato lo scontro apertosi ieri in Forza Italia sulla successione a Schifani in una partita a poker fra i leader della maggioranza. E la posta in gioco sono Palazzo d’Orleans e le elezioni anticipate.Le parole del luogotenente meloniano nell’Isola possono essere lette in due modi. A una prima lettura sono il modo per rivendicare la poltrona di presidente per il partito di Giorgia Meloni, che l’ha persa nel 2022 proprio a vantaggio di Forza Italia. Ma in controluce le frasi di Sbardella sono anche un avviso a Forza Italia: se aprite il dibattito sul dopo Schifani – è il senso -, tutti gli accordi tornano in discussione e a quel punto potreste perdere la presidenza della Regione che, in base alle regole non scritte della coalizione, normalmente tocca all’uscente.È una posizione che Schifani per tutto il giorno ha usato come scudo dal fuoco amico, quello che una parte dei forzisti – da Giorgio Mulè a Marco Falcone passando per vari deputati all’Ars – sta scaricando contro di lui chiedendo il cambio a Palazzo d’Orleans.E in questa chiave Schifani ha invitato a leggere anche le frasi degli altri leader del centrodestra. Tutti spronati a parlare su elezioni anticipate e candidature all’indomani della sconfitta alle Amministrative e dell’annuncio di Mulè di essere pronto a candidarsi. Ha esordito Nino Germanà, capogruppo della Lega: «Far immaginare una coalizione che sta amministrando bene la Sicilia, con un governo dai grandi risultati, come una maionese impazzita è un esercizio al quale non vogliamo partecipare. Così come mettere sullo stesso binario l’esito delle Amministrative con l’azione determinata del governo Schifani, è quanto di più sbagliato si possa fare per dare un’immagine distorta del centrodestra». Per Germanà «ora è tempo di andare avanti con Schifani sino alla fine della legislatura. Chi oggi vuole mandare tutto a carte quarantotto è un demolitore che rischia di passare alla storia recente come un comprimario e un politico poco illuminato».Nel corso di una giornata diventata di colpo lunghissima, anche la Dc si è schierata al fianco di Schifani: «La coalizione di centrodestra è chiamata, in queste ore, ad un atto di lealtà verso il presidente della Regione e di responsabilità nei confronti del governo e dei siciliani» ha detto il capogruppo all’Ars e neo-sindaco di Ribera, Carmelo Pace. Che ha aggiunto: «La dialettica interna rappresenta un momento di confronto costruttivo che, tuttavia, non deve mettere in dubbio le ragioni dell’alleanza di centrodestra e, soprattutto, la sua guida politica nel Parlamento siciliano e nella Regione. Schifani ha il diritto e anche il dovere, con il sostegno di tutta la maggioranza, di concludere ordinatamente il mandato completando i 5 anni di governo». E pure l’Udc, col segretario Decio Terrana, ritiene che «le dimissioni di Schifani sarebbero un errore».Tuttavia dietro le quinte le manovre e il fuoco amico contro Schifani sono tutt’altro che cessate. E anche il commissario di Forza Italia, Nino Minardo, ha provato a spegnere l’incendio senza entrare nel tema della ricandidatura ma invitando a guardare al medio periodo: «La legislatura scade nel 2027 e con il massimo rispetto per le opinioni di tutti credo che i siciliani siano più interessati a sentir parlare del lavoro fatto al governo e di come affrontare criticità ed emergenze che impattano notevolmente sul vissuto quotidiano di tutti i cittadini. Forza Italia e tutto il centrodestra oggi devono dimostrare di continuare a governare bene, far conoscere le tante cose buone fatte, per poter poi chiedere un giudizio agli elettori».
Regionali, Sbardella avvisa Forza Italia: «Se cambiate candidato, subentriamo noi»
«Se il candidato di centrodestra non dovesse essere Renato Schifani non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e...










