"Poteva succedere qualcosa di orribile. Credo che li avrebbero ridotti in poltiglia. Ho aiutato una famiglia a mettersi in salvo nella zona di Shankill Road". Sono le parole di una irlandese, che preferisce non dire il proprio nome, a fotografare le ore di terrore di fronte alla furia xenofoba scoppiata a Belfast. "Vedevo già i manifestanti sfondare le loro porte, ho il terrore al solo pensiero di cosa sarebbe potuto accadere", spiega a Sky News mentre gli abitanti stranieri della città, sotto shock, si dicono terrorizzati.

Mentre la protesta montava, con un tam tam risuonato nelle strade della città dopo l'accoltellamento, tutti i negozianti immigrati di Sandy Row, area lealista nel cuore della capitale, hanno abbassato le saracinesche e si sono precipitati nelle loro case, raccontano i testimoni al Guardian. "Abbiamo ripetuto lo stesso messaggio per tutto il giorno: 'tornate subito a casa e non uscite, fate presto", ha spiegato al media britannico Mohammed Mahmoud, un sudanese che lavora in un negozio alimentare. Massima allerta anche al Centro islamico che ha annullato le preghiere esortando i fedeli alla calma.

"È stato terrificante, non sappiamo cosa fare. Davvero spaventoso. Potremmo essere i prossimi a essere colpiti", ha raccontato all'Irish Examiner Anselme Shima, della Repubblica Democratica del Congo, che vive con moglie e tre figli vicino a Lendrick Street, tra le strade epicentro della violenza.