Altro che riforme strutturali volte a evitare gli abusi di potere che, nel gennaio di quest’anno, hanno provocato la morte di due cittadini americani a Minneapolis, durante il picco delle proteste anti-retate. Senza cambiare praticamente nulla, l'Immigration & Customs Enforcement (ICE) - l'agenzia federale per il controllo dell'immigrazione, accusata dai critici di essere una milizia privata al servizio di Donald Trump - ha appena ottenuto il via libera a un finanziamento da 38 miliardi di dollari, che vanno a sommarsi ad altri 26 miliardi per la Border Patrol (PAP) più 5 miliardi per coprire “costi imprevisti”, nell’ambito di un disegno di legge per il contrasto all'immigrazione clandestina approvato martedì dal Congresso, e firmato oggi dal presidente. Nel complesso, si tratta di un'iniezione da quasi 70 miliardi di dollari – da spalmare in tre anni – per mantenere la madre di tutte le promesse elettorali di Trump: realizzare la più grande operazione di deportazione nella storia americana, restando fedeli all’idea che le epurazioni siano necessarie per rendere di nuovo grande l’America.

"Daremo agli eroi dell'ICE e della Border Patrol - perché di questo si tratta - il sostegno e le risorse di cui hanno bisogno per difendere i nostri confini, proteggere la patria e mantenere l'America al sicuro", ha annunciato Trump dallo Studio Ovale, apponendo la sua firma al Secure America Act.