di
Guido De Franceschi
Fondi per l’agenzia anti-immigrazione, c’è il via libera del Senato
Mercoledì, alla Camera, Donald Trump aveva subito la ribellione di quattro repubblicani che avevano aiutato i democratici ad approvare una risoluzione non vincolante che chiedeva la cessazione delle operazioni militari non approvate dal Congresso. Poi, giovedì, 18 deputati repubblicani avevano rotto la disciplina di partito votando a favore di un pacchetto di misure a favore dell’Ucraina. Ma, alla fine, all’alba di ieri, questa volta al Senato, Trump ha ottenuto una vittoria importante: l’approvazione di un finanziamento da 70 miliardi da destinare nei prossimi tre anni all’Ice, l’agenzia federale che, nell’ambito del Dipartimento della sicurezza interna, si occupa di contrastare l’immigrazione clandestina. È stata, però, una vittoria sudata, arrivata alle 5 del mattino dopo una battaglia sfiancante. Bilancio: 52 «sì» e 47 «no» tra cui quello, solitario, della repubblicana Lisa Murkowski.
L’attività dell’Ice è molto controversa, specie dopo che, nel gennaio scorso a Minneapolis, all’apice delle proteste da parte di chi contestava i metodi brutali degli agenti anti-immigrazione, due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, erano stati uccisi dagli agenti. Che qualcosa fosse sfuggito di mano era chiaro a tutti: né l’allora segretaria della Sicurezza interna, Kristi Noem, né Greg Bovino, che guidava la Border Patrol, un’altra agenzia che a Minneapolis operava con l’Ice, sono più al loro posto. Ma i senatori repubblicani che hanno sfiancato fino all’alba la leadership del loro partito non l’hanno fatto per sconfessare gli interventi ruvidi dell’anti-immigrazione (che non dispiacciono ai loro elettori), quanto piuttosto per bloccare altre iniziative trumpiane ben più indigeste per la «base»: il finanziamento della sala da ballo che il presidente sta cercando di far costruire alla Casa Bianca (preventivo: 1 miliardo) e, soprattutto, il fondo da 1,776 miliardi che Trump avrebbe voluto destinare alle «vittime» della «giustizia politicizzata» durante l’amministrazione Biden.











