In gioco c’è il futuro della manifattura europea: acciaierie, cementifici, industrie chimiche e altri settori energivori alle prese con costi energetici elevati e obiettivi ambientali sempre più stringenti.

È da qui che parte il confronto destinato a ridefinire le regole del mercato europeo del carbonio. La discussione si svolge in un clima di forte incertezza. Anche dopo la presentazione delle proposte della Commissione, attesa il 15 luglio, il negoziato tra Parlamento europeo e Stati membri potrebbe protrarsi fino al 2027. Restano aperti nodi cruciali: dal futuro delle quote gratuite alle regole di stabilità del mercato.

Nel frattempo, Bruxelles ha deciso di mettere all’asta ulteriori 40 milioni di quote per finanziare il Fondo sociale per il clima, destinato a sostenere famiglie e consumatori nell’arrivo dell'Ets 2 per edifici e trasporti. Una misura che ha temporaneamente raffreddato i prezzi, senza modificare le aspettative di fondo: l'offerta di quote resta destinata a ridursi nei prossimi anni.

La riforma arriva in un momento delicato. Secondo le stime di Argus Media, il prezzo della CO2 potrebbe tornare stabilmente sopra gli 80 euro a tonnellata nella seconda metà del 2026 e avvicinarsi ai 100 euro entro il 2027.