«In base alle informazioni di cui disponiamo, finora non è stata individuata alcuna accettazione dell'offerta da parte di un investitore istituzionale, mentre il totale delle accettazioni da parte di investitori privati corrisponde a una quota azionaria pari solo allo 0,05 per cento circa. Continueremo ad analizzare i dati e a fornire aggiornamenti in merito al mercato». Continuano le frecciate a distanza tra Francoforte e Milano. L’ultimo scontro riguarda la narrazione dell’andamento dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit su Commerzbank: secondo i tedeschi, un gioco delle tre carte che sta ingannando i propri azionisti.

Nelle parole degli italiani, invece, una cavalcata vittoriosa, con un’adesione che sarebbe già vicina all’11 per cento, che si va ad aggiungere alle quote già detenute dall’istituto di piazza Gae Aulenti, che in questa maniera scavalca quota 54 per cento. I tedeschi, già da tempo sospettosi nei confronti della manovra di Andrea Orcel, tanto da presentare un esposto alla Consob tedesca, ora attaccano apertamente. Ad aderire sarebbe stata per esempio la banca d’investimento giapponese Nomura, che è un partner di Unicredit: insomma, interlocutori che contano sul successo dell’offerta, da cui avrebbero benefici in prima persona. Motivo per cui offrire le azioni di proprietà a Orcel e i suoi diventa una mossa ovvia.