Milano, 9 Giugno 2026 – Il momento della giornata in cui le persone sono più produttive sul lavoro cambia molto in base all'età, alla professione e alla cultura. E queste differenze potrebbero avere un impatto anche sui percorsi di carriera. Sono questi alcuni degli aspetti che emergono dalla lettura della nuova ricerca di Herrmann International, in collaborazione con ilCVperfetto. Lo studio ha analizzato oltre 1,5 milioni di lavoratori negli Stati Uniti e in Canada, insieme a dati raccolti in altri Paesi del mondo, Italia inclusa, con almeno 1.000 partecipanti per ciascun Paese. Dai risultati emerge che gli orari troppo rigidi possono favorire chi è più produttivo al mattino e penalizzare altri profili importanti per le aziende: lavoratori più giovani, chi lavora in ambiti creativi e persone che collaborano con team distribuiti su Paesi e fusi orari diversi. “Abbiamo costruito il mondo del lavoro partendo dall’idea che tutti funzionino meglio al mattino, che è un po’ come ignorare che alcune persone siano mancine - ha detto Karim Morgan Nehdi, CEO di Herrmann – e le persone possono anche adattarsi, ma non dovrebbe essere l’unica soluzione. A volte bastano piccoli cambiamenti per rispettare modi diversi di lavorare, con risultati molto positivi in termini di produttività e benessere dei dipendenti”.
Il mattino ha l’oro in bocca, ecco perché sul lavoro rende di più (e fa carriera) che arriva presto in ufficio
All’inizio della carriera si tende molto più spesso a essere produttivi nella seconda parte della giornata rispetto a chi occupa ruoli di leadership












