A inizio settimana Apple ha presentato Siri AI, una versione del suo famoso assistente virtuale potenziata e progettata per funzionare con sistemi di intelligenza artificiale. La novità era attesa da tempo, dopo diversi ritardi e precedenti tentativi fallimentari, ma per chi vive nell’Unione Europea non sarà disponibile sugli iPhone e iPad a causa di una diatriba ormai di lunga data tra Apple e la Commissione europea.

Il punto su cui una delle aziende più potenti e ricche del mondo e i regolatori europei non si mettono d’accordo è il “Digital markets act” (DMA), l’insieme di regole che impone alle grandi società tecnologiche di non privilegiare i loro servizi rispetto a quelli della concorrenza. Società come Google, Meta, Amazon e la stessa Apple hanno una posizione dominante sul mercato e, secondo le autorità europee, sfruttano questa posizione per promuovere i loro servizi impedendo alle altre aziende di concorrere alla pari.

Il DMA è per esempio uno dei motivi per cui da un paio di anni è più difficile arrivare su Google Maps da Google. In questo caso, secondo la Commissione europea, Apple violerebbe il DMA perché permetterebbe a Siri AI l’accesso a una serie di funzionalità che invece impedisce alle app di altri sviluppatori.