TRENTO. È stata rinviata al prossimo 8 luglio in Corte d'appello a Trento l'udienza per la seconda istanza di revisione processuale per Monica Busetto, la Oss mestrina condannata in via definitiva a 25 anni di carcere per l'omicidio della vicina di casa Lida Taffi Pamio, trovata senza vita nel suo appartamento di via Vespucci a Mestre nel dicembre 2012. La Squadra mobile arrestò la dirimpettaia, Monica Busetto, che venne poi condannata in primo grado. Tre anni dopo venne uccisa una seconda donna, Francesca Vianello, con modalità analoghe. L'autrice di quel delitto, Susanna Milly Lazzarini, confessò di aver ucciso anche Lida Taffi Pamio.

Le due donne vennero processate in procedimenti distinti: in quello che la riguardava Busetto fu condannata, mentre nel processo a Lazzarini il giudice la scagionò dalle accuse per omicidio. Due anni fa, proprio su questa incongruenza, i legali avevano chiesto la revisione, ma la corte trentina aveva rigettato. La difesa ha quindi presentato la sua seconda istanza di revisione basata sul fatto che la catenina trovata a casa di Busetto non sarebbe quella indossata dalla vittima. A supporto della tesi, le perizie realizzate dai tecnici ingaggiati dal programma televisivo "Le Iene".