Notte di raid Usa sull’Iran, dopo l’abbattimento di un elicottero americano vicino Hormuz. “Colpiti basi navali, sistemi radar e artiglieria”, secondo fonti di Washington. Teheran risponde a sua volta bersagliando le basi americane nei paesi mediorientali e accusa gli stati della regione di “responsabilità legale e morale” per gli attacchi di Usa e Israele. Tel Aviv continua intanto ad attaccare nel sud del Libano, causando altre vittime. Tajani contro le parole di Ben Gvir sull’Italia: “Inaccettabili e indegne”, le definisce il ministro degli Esteri.
Lorenzo Vita
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Army soldiers stand guard in an overhead bridge to ensure security for the U.S. and Iran talks, in Islamabad, Pakistan, Saturday, April 25, 2026. (AP Photo/Anjum Naveed)
Tra Teheran e Washington, il filo diretto non si è interrotto. L’attacco israeliano a Beirut, il successo lancio di missili dei Pasdaran contro lo Stato ebraico e la reazione dell’Idf su vari obiettivi nella Repubblica islamica hanno messo a dura prova il negoziato. Ma le trattative, come chiesto da Donald Trump, non si sono fermate. E così non si è fermato il lavoro dei mediatori. Su tutti, quello del Pakistan, che spera anzi che già questa settimana possano arrivare buone notizie sul fronte diplomatico.













