Gualtiero Carraro, esperto di trasformazione digitale e unico relatore indipendente italiano a EuroPCom 2026: l'Europa ha perso vent'anni di infrastrutture digitali. Come si trasforma un ritardo strutturale in vantaggio competitivo?

Il ritardo esiste ed è reale. Per anni ci siamo affidati alle piattaforme di un alleato americano che oggi si sta rivelando meno affidabile. Questa situazione geopolitica sta costringendo l'Europa a trattare la sovranità digitale come una questione strategica, non solo regolatoria.

E qual è la risposta concreta?

Non replicare ciò che le Big Tech hanno già fatto e costruire la propria sovranità digitale. Arriveremmo tardi e con risorse inadeguate. La strada è individuare i paradigmi che saranno dominanti nei prossimi anni e investirci adesso, prima degli altri. Significa ripensare come l'intelligenza artificiale viene distribuita, chi la controlla, chi sa usarla e chi resta escluso. E significa che l'Europa, proprio perché arriva dopo, ha ancora la possibilità di scegliere un modello diverso, che metta al centro i diritti delle persone invece del profitto delle piattaforme. Questo è il messaggio che porto a Bruxelles.

Il 9 e 10 giugno 2026 Bruxelles ospita due appuntamenti centrali per il dibattito europeo sull'innovazione: l'EDIH Summit 2026 e l'EuroPCom 2026. Il primo è dedicato agli aspetti operativi ed economici della trasformazione digitale; il secondo concentra l'attenzione sull'evoluzione dell'intelligenza artificiale, sul ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche e sulle implicazioni per la democrazia e la comunicazione pubblica. Tra i protagonisti italiani c'è Gualtiero Carraro, unico relatore indipendente italiano invitato a EuroPCom 2026. Il 10 giugno parteciperà al panel "Beyond Big Tech: Shaping Europe's Digital Future". Lo abbiamo intervistato alla vigilia dell'evento.