Circa 300 vini provenienti da 18 regioni italiane, 50 etichette selezionate e un confronto nazionale sul ruolo dell’agroecologia nella sfida climatica: la XXXIV Rassegna degustazione nazionale dei vini biologici e biodinamici di Legambiente conferma quanto il bio rappresenti ormai uno dei laboratori più avanzati della transizione ecologica in agricoltura.
Promossa dal Cigno verde in collaborazione con l’Università di Pisa e con La Nuova Ecologia, la Rassegna racconta da oltre trent’anni un comparto che non è più una nicchia per appassionati, ma una delle risposte più concrete alle sfide ambientali che attraversano l’agricoltura italiana.
Dietro ogni bottiglia selezionata non c’è soltanto una storia di qualità enologica, ma un modello produttivo che punta sulla fertilità del suolo, sulla biodiversità, sulla riduzione degli input chimici e sulla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Un tema sempre più decisivo per un settore, quello vitivinicolo, che sta già facendo i conti con scarsità d’acqua, eventi meteorologici estremi, stress termico e trasformazioni degli equilibri territoriali.
L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di circa 300 vini provenienti da 18 regioni italiane. Tra questi, la commissione di degustazione ha selezionato 50 etichette, espressione di territori, vitigni e tradizioni differenti. A guidare la classifica è la Toscana, con 11 vini premiati provenienti dalle province di Grosseto, Siena, Livorno, Pisa, Massa-Carrara e Lucca. Seguono l’Emilia-Romagna con 6 riconoscimenti e il Piemonte con 4.






