La Commissione Europea ha ordinato a Meta di consentire nuovamente l'accesso a WhatsApp ai chatbot di intelligenza artificiale sviluppati da aziende concorrenti, nell'ambito di un'indagine antitrust ancora in corso. La decisione arriva dopo che il colosso tecnologico aveva impedito a diversi assistenti IA di terze parti di operare attraverso la piattaforma di messaggistica.
Tra i servizi coinvolti figurano chatbot molto diffusi come ChatGPT di OpenAI e Copilot di Microsoft, che in precedenza potevano utilizzare l'infrastruttura di WhatsApp per raggiungere gli utenti. Meta aveva giustificato la scelta sostenendo di voler riservare l'utilizzo dell'API WhatsApp Business ad altre categorie di attività commerciali, escludendo di fatto gli assistenti IA concorrenti.
A seguito di questa decisione, Bruxelles ha avviato un'indagine per verificare se l'azienda avesse sfruttato la propria posizione dominante nel mercato per ostacolare la concorrenza. Ora la Commissione ha adottato una misura provvisoria che impone a Meta di ripristinare le condizioni di accesso esistenti prima del 15 ottobre 2025 e di mantenerle fino alla conclusione dell'inchiesta.
La concorrenza dei chatbot all'interno di WhatsApp











