La Commissione europea ha deciso di forzare la mano con Meta. Dopo mesi di scambi, l'esecutivo dell'Unione ha ufficializzato l'intenzione di ordinare all’azienda di Menlo Park di riaprire WhatsApp agli assistenti basati sull'intelligenza artificiale dei concorrenti, da ChatGpt di OpenAI a Gemini di Google, fino a Claude di Anthropic.
La richiesta è ripristinare l'accesso alle stesse condizioni che valevano prima del 15 ottobre 2025, giorno in cui Meta ha impedito ad altri chatbot che non fossero la Meta AI di operare su WhatsApp.
Perché le misure cautelari
L'UE è ricorsa alle cosiddette misure cautelari, ordini temporanei ma vincolanti che impongono a un'azienda di sospendere subito una pratica ritenuta dannosa, senza attendere la fine dell'indagine. Resterebbero in vigore fino alla decisione definitiva sul comportamento di Meta. Per la responsabile della concorrenza Teresa Ribera, escludere i rivali in un mercato che corre veloce come quello dell'IA è proprio il tipo di condotta che queste misure servono a fermare.
La Commissione Ue ha ordinato a Meta di ripristinare l'accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti di IA concorrenti entro 5 giorni lavorativi e di mantenerlo fino alla conclusione dell'indagine antitrust per evitare danni gravi e irreparabili alla concorrenza in questo mercato in crescita.










