Beatrice Venezi contesta il recesso della Fenice, che definisce discriminatorio. Per il suo avvocato la vicenda le ha fatto perdere importanti occasioni di lavoro.
Beatrice Venezi – ph Aldara Zarraoa:Getty Images
Beatrice Venezi ha impugnato il recesso della nomina da parte del teatro La Fenice di Venezia come direttore artistico, incarico che avrebbe dovuto prendere da ottobre 2026. Tramite gli avvocati Francesco Andretta e Maria Cristina Lanero, Venezi ha contestato la decisione del sovrintendente Nicola Colabianchi "di non voler proseguire il rapporto di lavoro costituito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 01.10.2026 al 05.03.2030, per presunte e apodittiche “dichiarazioni”, in alcun modo precisate, rese dal M° Beatrice Venezi ad una non meglio individuata e precisata ‘stampa internazionale' e che in ragione di tali presunte ed imprecisate dichiarazioni sarebbe stata lesa l’immagine della Fondazione" come si legge dall'impugnativa.
Venezi ha quindi impugnato il recesso definendo questa scelta "nulla, illegittima, inefficace e discriminatoria". E allo stesso tempo si impegna a rispettare gli obblighi contrattuali continuando a "mettere a disposizione della stessa fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti, nonostante le numerose attività ostative ad oggi poste in essere dalla dirigenza apicale al fine di limitare ed impedire l’esecuzione delle stesse prestazioni lavorative". Non finisce qui, insomma, la questione che nello scorso anno ha tenuto banco nel mondo della lirica italiana. Dopo la nomina da parte di Colabianchi, infatti, il nome della direttrice è stato messo in discussione da parte dell'orchestra che nei mesi successivi ha criticato la nomina, non ritenendola all'altezza del ruolo. Nel frattempo, stando a quanto riferito da Venezi, non le è stata data l'opportunità di incontrare i lavoratori che lei stessa ha accusato di averla "costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, sui social, giornali, TV, in Italia e in tutto il mondo, con l'intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera".










