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Chiara Bidoli

Occuparsi dei più piccoli e fragili significa prendersi cura del futuro dell'intero Paese, soprattutto in questi anni di inverno demografico in cui le nascite sono sempre più «rare» e «complesse»

In un Paese in cui si fanno sempre meno figli investire sui neonati potrebbe sembrare relativamente utile e uno spreco di risorse, ma in realtà è esattamente il contrario. La denatalità sta ridisegnando la mappa delle nascite nel nostro Paese (i dati Istat riportano un nuovo minimo storico, 355.000 nuovi nati nel 2025, meno 15.000 bambini rispetto al 2024) ma non diminuisce, anzi accresce, la responsabilità collettiva verso ogni neonato che viene al mondo che, proprio perché «sempre più prezioso», ha bisogno della migliore assistenza possibile perché possa nascere in sicurezza e avere uno sviluppo in salute. E, per questo, deve poter contare sulla migliore assistenza possibile.

Della necessità di valorizzare la neonatologia (e i neonatologi) da considerare come investimento sul futuro dell'intera società se ne è parlato al convegno «Il futuro della Neonatologia in Italia», promosso dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN), che si è svolto oggi a Roma presso il Ministero della Salute.