di

Daniele De Luca*

Dopo tre anni di lavori è stato presentato il documento della Lancet Child Health Commission for the Future of Neonatology. Si tratta dell’iniziativa internazionale, unica nel suo genere e mai realizzata prima, per provare a garantire lo sviluppo della Neonatologia oggi alle prese con gravi problemi

Dopo tre anni di lavori, iniziati sotto l’egida della Commissaria Europea alla Salute Stella Kyriakides, il 26 giugno scorso, é stato presentato il documento della Lancet Child Health Commission for the Future of Neonatology. Si tratta dell’iniziativa internazionale, unica nel suo genere e mai effettuata prima, per provare a garantire il futuro della Neonatologia, cioè di quella branca della medicina che cura i pazienti a rischio di vita nonché più piccoli e più fragili. La Commissione ha presentato i suoi lavori alla presenza di rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e degli editor di Lancet in una sessione speciale del congresso annuale dell’European Society for Paediatric and Neonatal Intensive Care.

Neonatologia a rischioLa Neonatologia è infatti a rischio e sta morendo per mancanza di innovazione: non abbiamo nuovi farmaci da decenni e solo qualche nuovo medical device grazie alla collaborazione con il mondo della terapia intensiva dell’adulto. La Neonatologia presenta gravi problemi che le hanno impedito di svilupparsi come una specialità innovante e culturalmente ricca come altre specialità della medicina dell’adulto: esse vanno dalla mancanza di investimenti e di interesse industriale (si tratta di un mercato troppo piccolo), a regolamentazioni troppo burocratiche e disegnate per i pazienti adulti, che impediscono invece che facilitare il miglioramento delle cure neonatali, al mancato riconoscimento formale della neonatologia come specialità a se stante in vari Paesi (tra cui l’Italia) e ad uno spreco di risorse per ricerca e sviluppo effettuata con una insufficiente qualità o con scopi non rilevanti. Tutto questo ha infine generato una scarsa attenzione del pubblico che deve essere cambiata.