MESTRE - Offese, insulti, minacce e, più in generale, una sequenza interminabile di richieste con il tono della pretesa, che travolgevano tanto la donna quanto il padre di lei, con cui la coppia conviveva. E che, alla fine, hanno portato a una denuncia per maltrattamenti in famiglia, tanto erano pesanti le insistenze dell'uomo. Ma l'accusato, in questo caso, non era l'ennesimo marito violento che si imponeva con la forza delle mani, quanto piuttosto un malato colpito da una patologia invalidante: ridotto quasi alla paralisi, ha spiegato come le sue non fossero vessazioni ma richieste di aiuto, visto che dopo la malattia si era scoperto incapace di compiere in autonomia anche i gesti più banali.
Ieri mattina, in tribunale a piazzale Roma, la giudice per le indagini preliminari Claudia Ardita è stata chiamata a valutare un caso indicato come codice rosso e che, invece, è stato poi risolto con un'assoluzione. Protagonisti della vicenda due coniugi residenti nel veneziano e, in qualche modo, anche il padre di lei, chiamato in causa come ulteriore vittima. La donna sosteneva infatti di essere vittima di maltrattamenti da parte del marito, che costringeva lei e l'anziano a vivere nella paura, tormentandoli con insistenze continue. L'uomo chiamato a rispondere del reato, però, era stato colpito da un ictus e quando era tornato a casa, dopo due anni di recupero in una struttura sanitaria, a stento riusciva a muoversi: paralizzato su metà del corpo, doveva sfruttare la poca mobilità che gli restava per appoggiarsi a un deambulatore e, per questo, pretendeva sempre di venire aiutato, in casa.







