MESTRE - Quattro anni di reclusione per aver reso un inferno la vita della propria compagna, umiliata, offesa, picchiata ripetutamente e sottoposta ad una «serie continua di sofferenze e vessazioni tali da ledere sia l'integrità fisica che quella morale» della donna.
È la condanna inflitta ad un uomo di 44 anni, residente nel Miranese, accusato di maltrattamenti in famiglia proseguiti per tutto il 2024. La Procura aveva sollecitato per lui una pena ancora più severa - quattro anni e otto mesi - in considerazione del precedente specifico che grava sull'imputato, in passato già condannato per comportamenti analoghi commessi ai danni di un'altra donna.
Il giudice ha condannato il quarantaquattrenne anche al risarcimento dei danni provocati alla vittima, sua coetanea, residente a Mestre, costituita parte civile al processo: dovrà versarle una provvisionale di 5mila euro. La quantificazione complessiva del risarcimento spetterà al giudice civile.
L'imputato, assistito dall'avvocato Alessandro Lombardo, si trova in carcere in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, in quanto sei mesi fa, pur indossando il braccialetto elettronico, aveva violato il divieto che gli era stato imposto di non avvicinarsi all'ormai ex compagna. Il giudice ha stabilito che la misura cautelare non possa essere revocata e neppure affievolita attraverso la concessione degli arresti domiciliari, proprio alla luce dell'atteggiamento tenuto dall'uomo.







