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Amnesty International definì quei giorni «la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra». Erano il 19, 20 e 21 luglio del 2001, i giorni del G8 di Genova. A quasi venticinque anni da quegli eventi, la nuova puntata di Altre Indagini ricostruisce alcuni dei momenti più gravi: le violenze della polizia nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto, e le indagini e i processi che seguirono.

Il complesso della scuola Diaz era usato in quei giorni come dormitorio dal Genoa Social Forum: c’erano giornalisti, avvocati, volontari e manifestanti. La sera del 21 luglio, ultimo giorno del G8, le forze dell’ordine fecero una violenta irruzione nella scuola e arrestarono 93 persone. Nessuno di quegli arresti fu poi convalidato, e in 80 casi risultò illegittimo. Intanto 82 persone avevano avuto bisogno di cure mediche, e 62 erano state portate in ospedale.

Non erano black bloc: erano manifestanti pacifici e giornalisti. Per giustificare l’operazione, nella conferenza stampa del giorno seguente la questura mostrò due bottiglie molotov che disse essere state trovate nella scuola. Al processo emerse che quelle molotov erano già in mano alla polizia dal pomeriggio: erano state trovate abbandonate in un’aiuola e portate dentro la scuola dopo il blitz.