a cura di Giada Di Stefano, professoressa del Dipartimento di Management & Technology dell’Università Bocconi, con il supporto del ricercatore e professore associato Saverio Favaron di Skema.
Fino a qualche tempo fa, quando si parlava di recensioni, venivano subito in mente le valutazioni di critici ed esperti che orientavano il gusto del pubblico determinando cosa fosse meritevole di attenzione e cosa invece piuttosto dimenticabile. Si pensi al personaggio di Anton Ego nel film d’animazione Ratatouille: severissimo, imperscrutabile, in grado di sancire il successo e la rovina di ogni ristorante parigino con una singola recensione.
Poi è arrivato Internet, con i blog prima ed i siti di recensioni dei consumatori dopo. Ed all’improvviso ognuno di noi ha avuto la possibilità di diventare un piccolo Ego e proclamarsi un esperto, postando le proprie opinioni online. Comincia oggi una terza era, in cui il giudice non è più l’esperto né il consumatore, ma un sistema di intelligenza artificiale che raccoglie tutte le valutazioni disponibili, tutto quanto scritto, tutto quanto detto, ed emette il suo verdetto, con convinzione e la promessa di un’opinione “oggettiva” perché basata su una massa incredibile di dati, non solo l’esperienza di una sera.










